mercoledì 20 aprile 2011

Prossimi appuntamenti

per...corsi per genitori 2011



Venerdì 29 aprile 2011 ore 20.45
presso il Centro Sociale “G. Messina”
Dott. Giacomo Toffol

L'inquinamento e la salute dei bambini
Cosa bisogna sapere, cosa si può fare per difenderli


Sabato 7 maggio 2011 ore 17.00
presso la Ludoteca Comunale
Dott.ssa Giorgia Cozza giornalista

Bebè a costo zero
Guida al consumo critico per accogliere ed accudire al meglio il nostro bambino.



Per ulteriori informazioni potete contattare:

Comune di Santa Lucia di Piave – Tel. 0438/466100

e-mail: info@comunesantalucia.it



Oppure potete rivolgervi agli operatori presso:

Ludoteca Comunale (presso nuova biblioteca)

Spazio Giovani (presso il Centro Sociale)





martedì 19 aprile 2011

A piedi nudi nel parco












A piedi nudi nel parco, film del 1967 diretto da gene Saks, estratto dall'omonima commedia teatrale di Neil Simon, con gli indimenticabili Robert Redford e Jane Fonda nelle vesti di una coppia di neosposi che, dopo aver trascorso sei giorni di infuocata luna di miele chiusi in una stanza dell'hotel Plaza, si trasferiscono nella loro prima casa, un piccolo e spoglio appartamento al quinto piano di un vecchio palazzo senza ascensore del GreenwichVillage. Ben presto però emergono le loro differenze caratteriali che mettono a dura prova la loro vita matrimoniale: Paul è serio, contegnoso, prudente, Corie è vitale, appassionata, romantica; tanto l'uno è prevedibile e convenzionale quanto l'altra è imprevedibile e spudorata.


Mi è venuta in mente questa commedia sentimentale, tra l'altro molto divertente, quando nelle settimane scorse il sole e le elevate temperature ci avevano inaspettatamente regalato un assaggio d'estate. Il desiderio di togliersi le scarpe e correre a piedi nudi sull'erba era irresistibile.... I bambini sono estremamente spontanei in questo, alcuni proprio non le tollerano le calzature e si trovano a loro agio solo se le piante dei loro piedini possano stare nudi, toccare l'erba, i sassi, la sabbia... Come se volessero sentire la terra, direttamente, senza filtri...


Sulle sensazioni che può restituire loro quel contatto, vi cito qui sotto un brano tratto dal libro Donne che corrono coi lupi, di Clarissa Pinkola Estés:


"Nel lessico simbolico della psiche, il simbolo della Vecchia è una delle personificazioni archetipe più diffuse al mondo. Nel Sudest l'archetipo della vecchia può essere anche appreso come la Que Sabe, Colei che sa. Per la prima volta compresi La Que sabe quando vivevo sulle montagne del sangr de Cristo, nel Nuovo Messico, sotto il cuore del lobo Peak. Una vecchia strega dei Ranchos mi disse che La Que Sabe sapeva tutto sulle donne, le aveva create da una piega sulla pinata del suo piede divino. Ecco perchè le donne sono cretaure che sanno; sono fatte in essenza della pelle della pianta del piede, che sente tutto. Quest'idea della pelle del piede sensibile suonava vera, perchè una donna acculturata della tribù Kichè mi disse una volta che aveva inodssato il primo paio di scarpe a vent'anni, e ancora non si era abituata a camminare con los ojoos vendados, con i paraocchi ai piedi".


Al di là del riferimento al femminile, penso che dove possibile e non vi siano seri pericoli sia davvero bello lasciare ai bimbi la libertà di stare a piedi scalzi, di correre a piedi nudi sull'erba, se lo desiderano...E' la loro parte selvaggia, istintuale, che va preservata...


E noi? Quand'è stata l'ultima volta che abbiamo corso liberi?

mercoledì 13 aprile 2011

SEI FORTE PAPA'! INCONTRO 16 APRILE 2011

Carissimi amici e amiche,

vi segnaliamo e vi invitiamo a partecipare ad un interessantissimo incontro organizzato dall'amministrazione comunale nell'ambito dei Percorsi per Genitori 2011 che si terrà SABATO 16 APRILE ore 15.00 presso la LUDOTECA della BIBILIOTECA COMUNALE di SANTA LUCIA DI PIAVE.

Il titolo è:


SEI FORTE PAPA'! IL COMPITO DEL PADRE NELL'EDUCAZIONE DEI FIGLI.

Relatrice: Dott.ssa Donata Di Leo

Non mancate!! E soprattutto...fate partecipare i papà!
Vi aspettiamo.


Qui di seguito riportiamo la presentazione dei Percorsi dell'Amministrazione Comunale.


Carissime Famiglie,
da alcuni anni il Tavolo Interistituzionale per l'Educazione di Santa Lucia di Piave, propone dei percorsi formativi rivolti ai genitori e, visto il buon esito delle passate edizioni, ha deciso di programmarli anche per il 2011.

In un recente incontro pubblico, a cui hanno partecipato molti genitori sensibili a questo progetto, sono state analizzate alcune tematiche, raccolte le richieste e le esigenze delle famiglie e valutato insieme la possibilità di contattare alcuni relatori.

Il calendario di quest’anno è quindi il frutto del lavoro, non solo del Tavolo Interistituzionale per l’Educazione, ma anche e soprattutto dei tanti genitori che con spirito propositivo e di collaborazione hanno voluto contribuire a questo progetto.

I per…….corsi sono rivolti tutti i genitori: dai neonati agli adolescenti, gli argomenti trattati sono differenziati in base alle specifiche problematiche ed esigenze delle diverse età. La partecipazione è libera e gratuita: è quindi possibile partecipare anche ai per…..corsi rivolti a fasce d’età diverse da quella dei propri figli.

Le serate sono rivolte inoltre a tutti coloro che, per ruolo professionale o interesse personale, siano desiderosi di migliorare la proprie capacità di comunicazione e relazione con bambini e ragazzi, al fine di poter significativamente ed efficacemente incidere sul processo evolutivo della loro crescita psicologica, affettiva e socio-relazionale.


L’Assessore alle Politiche per
l’Infanzia, Giovanili e Famiglia
Francesca Pellegrini
I membri del Tavolo Interistituzionale per l’Educazione


venerdì 8 aprile 2011

Nel nome del padre e nel nome della madre

Visto l'approssimarsi del 16 aprile, giornata in cui avremo ospite la dott.ssa Di Leo che terrà un incontro intitolato "Sei forte papà! Il ruolo del padre nell'educazione dei figli" vorrei lasciare qui sul blog alcune considerazioni.

Trovo sia bellissimo e giustissimo che il ruolo dei papà sia oggetto di riflessione e che sia dedicato esclusivamente a loro un intero incontro. I papà di oggi sono molto più coinvolti nella gestione dei figli rispetto ai padri di una volta, questo è innegabile ma poca è ancora la considerazione che la società offre loro. Io stessa quando dico di avre tre figli ricevo complimenti del tipo. "Oh, sei proprio brava!" ed ogni volta mi trovo a dover puntualizzare che brava proprio non sono o che comunque il menage familiare veine portato avanti anche e soprattutto da mio marito, che fin dalla nascita della nostra primogenita si è rivelato un padre eccezionale. E come lui ne ho conosciuti altri, che davvero hanno una sensibilità e un attaccamento ai proprio e agli altrui bimbi che non solo non ha nulla da invidiare alla sensibilità materna ma addirittura la supera. Eppure, socialmente parlando, tutti i meriti concernenti la prole vanno alla madre...

Il bello della nostra società è a mio parere che non ci siano caselle predefinite dove ciascuno debba necessariamente collocarsi ma che viceversa la propria organizzazione di vita, personale e familiare, è demandata alla coscienza di ciascun individuo e naturalmente agli accordi che si prendono all'interno della coppia genitoriale. Il tutto nel rispetto delle specifiche personale attitudini, delle proprie ambizioni, delle proprie capacità. Conosco madri che se non lavorassero impazzirebbero e padri che volentieri lavorerebbero meno per dedicarsi di più ai propri figli. Come del resto la dimensione lavorativa (fuori casa) è stata una novità per la donna a partire dal XIX secolo e rappresenta ancora una dimensione con cui fare i conti per tutte le ben note difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia, così anche per gli uomini che decidono di diventare padri la dimensione di cura è un qualcosa da cui tradizionalmente sono stati tenuti lontani e che ora piano piano stanno cominciando a scoprire. Si accorgono che prendersi cura quotidianemente di un bimbo piccolo è un compito molto faticoso e stressante, ma che parimenti è un lavoro che offre delle soddisfazini uniche e irripetibili e soprattutto, offre la grandiosa possibilità di instaurare un rapporto con i propri figli fin dai primi mesi della loro vita fatto di fiducia, di rispetto, di affetto, di tenerezza. Ci sono padri che vogliono godersi appieno queste gioie e hanno compreso che per raggiungerle è necessario dedicare ai propri figli tanto, tanto tempo (la qualità forse forse non basta...).

Come si parla continuamente di donne e lavoro, focalizzando l'attenzione sul problema della conciliazione tra famiglia e lavoro sotto un'ottica strettamente femminile, così bisognerebbe iniziare a parlare anche del doppio ruolo con cui i padri di oggi si trovano volenti o nolenti a fare i conti. Lavorano certo tutti, ma tanti sono ben presenti in famiglia e questo richiede loro grandi energie e competenze e attenzione alle loro difficoltà. Ben vengano quindi incontri come quelli che terrà la dott.ssa Di Leo il prosismo 16 aprile.

Personalmente credo anche che dare importanza al ruolo che hanno i papà e riconoscre quanto prezioso ed essenziale esso sia contribuisca a rafforzare il loro coinvolgimento nella vita familiare, lì dove magari latita, per un motivo o per un altro. Per questo motivo mi trovo spesso a non condividere la frase, detta magari a proposito di un bambino piccolo che sta piangendo (non perchè ha fame e deve essere allattato, ovviamente):" Oh, ecco, vuole la mamma!", seguita poi dal classico gesto di piazzare il cucciolo tra le braccia materne. Ho avuto prove di quanto invece le braccia del padre possano essere, molto più frequentemente di quanto si creda, molto più rassicurante e calmanti di quelle materne, a volte stanche, nervose o pur inconsapevolmente agitate. Che faccia comodo a tanti uomini dire che un bambino abbia bisogno della mamma è chiaro, ma almeno abbiamo l'onestà di dire le cose come stanno. Siamo sinceri: è veramente vero che un bambino soffre se non sta con la sua mamma supponiamo, un paio d'ore la sera, o è una comoda scusa per non perdersi l'allenamento di calcetto? ;-)

Un'altra cosa che mi lascia perplessa e sui mi piacerebbe davvero avere un sereno confronto anche con altre mamme è la seguente. Spesso si giustificano le assenze paterne (per allenamenti o svaghi o straordinari ingiustificati) con l'assunto che l'uomo per natura ha bisogno di sfogarsi (mi fermo qui e non specifico perchè credo che il senso sia chiaro a tutti). Premesso che per fortuna la specie umana è fatta non solo di natura ma anche e soprattutto di cultura, beh, siamo davvero convinte al 100% che questa esigenza non sia propria anche di noi donne? E che la nostra troppo generosa indulgenza non faccia altro che scavare una distanza ancora maggiore tra i nostri compagni e quella dimensione di cura in cui tanto vorremmo coinvolgerli? Oppure ci va bene così, perchè non vogliamo perdere socialmente quel ruolo in cui siamo state identificate per secoli, ovvero come madri e mogli dispensatrici di cure a tutti? Quanti interrogativi sorgono, da un semplice titolo di una conferenza....

domenica 3 aprile 2011

Dolce Dormire........

Negli ultimi mesi le mie notti sono alquanto tormentate. Un tempo lo erano per il mio irrefrenabile desiderio di dipingere o di leggere nel silenzio dell’oscurità. Ora lo sono per i continui risvegli di Caterina, la mia secondogenita di sei mesi. A volte riesco anche a dormire due ore di seguito, magari accartocciata sul bordo del letto, ma il resto della notte è una totale disperazione. Caterina si sveglia, piange, si agita……vuole la tetta, quindi si calma, si riaddormenta e dorme altri cinquanta minuti. Poi si risveglia e via così fino all’alba.

Inizialmente dormiva nella culla accanto a me, poi in cameretta con Anna. Aveva dei buoni orari, cioè accettabili per i primi mesi. Poi, a partire dal quarto mese, i suoi ritmi sono andati in tilt.

Provo quindi la tecnica del lettone, ma le cose non cambiano, anzi peggiorano, perché Anna, spinta da sentimenti di gelosia, s’intrufola sotto le coperte nel cuore della notte, mentre Caterina continua a svegliarsi . Risultato: il papà passa dal lettone al divano, dal divano al lettino, la mamma dal lettone alla passeggiata in salotto a cantare le ninnananne. Insomma un vero disastro!!!

Con Anna avevo applicato il metodo di “Fate la nanna”. Dopo quattro sere di pianti logoranti Anna aveva imparato ad addormentarsi da sola e a dormire tutta la notte. Ma il metodo non resiste ai viaggi o ai periodi di malattia. E’ necessario ripeterlo e così ho abbandonato questa tecnica che a lungo andare risultava inefficace con Anna. Dico con Anna perché se parli con alcuni genitori, questi ti dicono che funziona benissimo e che i loro bambini non mettono mai piede nel loro lettone. Beh questo di non mettere mai piede nel lettone di mamma e papà lo trovo davvero triste. Ricordo benissimo quando io e le mie sorelle, da piccole, dormivamo con mamma e papà o con la nonna. Momenti indimenticabili, di grande tenerezza.

Alla fine con Anna sono riuscita a trovare un compromesso. Leggiamo delle storie, una poesia nel lettone, si addormenta con la mia mano e poi papà la porta nella sua cameretta. Prima che nascesse Caterina, non si muoveva dal suo letto. Ora, è chiaro, si fa qualche giretto notturno. La capisco perfettamente e l’accolgo con tranquillità!

Ci sono dunque due modi di pensare completamente opposti per quanto riguarda la nanna dei bambini. Quello che accoglie il co-sleeping e quello che lo rifiuta drasticamente.

Giorgia Cozza riporta nel suo libro “Bebè a costo zero” un meraviglioso passaggio di due pediatre e responsabili del Gruppo di Studio sui Disturbi del Sonno dell’ACP Puglia e Basilicata Annamaria Moschetti e Tortorella: durante dell’ansia da separazione (otto mesi-tre anni) la risposta “sensibile” della madre al pianto del bambino gli consente di sperimentare che può fidarsi di lei e questo è alla base dello sviluppo del senso di sicurezza interiore. Inoltre il passare rapidamente e facilmente dal pianto e dall’agitazione alla quiete, grazie all’aiuto della madre, diviene nel tempo una capacità propria del bambino, che diventa a mano a mano sempre più capace di calmarsi e anche di addormentarsi da solo. Il bambino diventa autonomo solo dopo aver sperimentato un periodo di efficace dipendenza

Sono in molti (tra pedagoghi, insegnanti, pediatri) a sostenere invece che dormire nel lettone sia dannoso per il piccino. Si teme che non ne potrà più fare a meno, che cresca poco autonomo. Quando dico ad alcuni amici che metto Caterina nel lettone, vengo assalita dalla loro disapprovazione.

Ma se guardo i figli dei miei amici, i miei nipoti, le mie bimbe, mi accorgo che la sicurezza, la serenità o meno dei bambini dipende da molti fattori: dal tipo di genitore che si ritrovano, dalle esperienze, dai luoghi, dalle persone che vivono e non solo dal letto in cui dormono.

Insomma, al momento non sono in grado di capire quale sia il metodo più giusto, quello più educativo. Con grande sincerità, spero solo che prima o poi riusciremo a dormire tranquille senza troppe interruzioni. O nella culla o tra le mie braccia, auguro alla mia pargoletta di trovare al più presto il piacere di fare tanta nanna.

martedì 22 marzo 2011

22 marzo 2011 - Festa mondiale dell'Acqua

per celebrare la festa mondiale dell'acqua ho pensato di mettere in questo post alcune parole significative sull'acqua di Erri de Luca:

PAROLE SULL'ACQUA DI ERRI DE LUCA

Chi trivella un pozzo di petrolio fa festa, è diventato ricco. Chi scava una sorgente trova la felicità diversa di chi ha arricchito il mondo, non se stesso. L’acqua da lui trovata si va aggiungere alla famiglia delle fonti, si sparge, diventa nuvola, fiume, lago, stagno, ghiaccio, diventerà marea e ubbidirà alla luna, diventerà vapore in ubbidienza al sole, poi sarà pioggia in ubbidienza al vento.

Così fu in Tanzania, montata sopra un pozzo, la prima pala a vento forzò l’acqua a salire in superficie con spinta di risucchio. Sputata, sparsa in terra era vita affiorata, un largo di sorrisi e denti bianchi in bocca a pelli scure, bianco di ruscelletto, sopra terre secche. I bambini inseguivano la corsa di quell’acqua, appena al mondo e già pronta al lavoro.

Ho imparato a dosarla, per la pasta oggi non c’è più bisogno di riempire la pentola, ne basta metà anche meno, non rischia più d’incollarsi. Scolata è buona per le piante, per la doccia me ne faccio bastare tre litri. Per costruire la casa usammo quella piovana per gli impasti, raccolta da grondaie. Mi piace credere che ho tenuto conto delle gocce.


Poi invito a leggere GOCCE DI VOCE, una raccolta di poesie sull'acqua per grandi e piccini che ho avuto modo di conoscere grazie al gruppo di letture "Voci in Viaggio" :

GOCCE DI VOCE

Sette poeti in un libro per le mamme e i neonati
di STEFANO BORDIGLIONI, CHIARA CARMINATI, PIETRO FORMENTINI, ROBERTO PIUMINI, GIUSI QUARENGHI, GUIDO QUARZO, BRUNO TOGNOLINI

Illustrazioni di ANTONELLA ABBATIELLO - Fatatrac, 2006



E ancora una bellissima Filastrocca da leggere con allegria ai nostri bambini:

FILASTROCCA DEL BUON MATTINO

col mio bambino al lavandino

coi rubinetti di acciaio lucente

l’acqua fresca pulita corrente

il sapone profumato

l’asciugamani di bucato

il dentifricio alla banana

il primo sole sulla persiana

il borotalco al ciclamino

il pettine e lo spazzolino.

Filastrocca della pulizia,

la più allegra che ci sia.


BUONA FESTA DELL'ACQUA A TUTTI!!!

lunedì 21 marzo 2011

Poesia


Oggi 21 marzo, primo giorno di primavera, si festeggia la giornata mondiale della Poesia.

Leggete una poesia ai vostri bambini!

Io qui nel blog trascrivo questa della poetessa inglese Christina Rossetti (1830-1894).



Ricordami


Tu ricordami quando sarò andata
lontano, nella terra del silenzio,
né più per mano mi potrai tenere,
né io potrò il saluto ricambiare.


Ricordami anche quando non potrai
giorno per giorno dirmi dei tuoi sogni:
ricorda e basta, perché a me, lo sai,
non giungerà parola né preghiera.


Pure se un po' dovessi tu scordarmi
e dopo ricordare, non dolerti:
perché se tenebra e rovina lasciano


tracce dei miei pensieri del passato,
meglio per te sorridere e scordare
che dal ricordo essere tormentato.